BREAKING NEWS

MODA

FOOD

martedì 11 dicembre 2018

Attentato a Strasburgo, spari al mercatino di Natale: morti e feriti






Attentato con spari in diverse zone del centro a Strasburgo, nell'est della Francia. Il nuovo bilancio dell'attacco, iniziato nei mercatini di Natale, è di 4 morti e 9 feriti. 

L'autore della sparatoria è 'fiché S', cioè che era segnalato alle forze dell'ordine. Ci sarebbe anche un italiano, secondo quanto apprende l'Ansa, tra i feriti. Interpellata in merito, la Farnesina non ha confermato né smentito la notizia, ma in seguito si è appreso che non è grave l'italiano, un giovane giornalista, ferito. Lo ha reso noto l'europarlamentare del Pd Brando Benifei, che conosce il connazionale. La polizia ha inoltre confermato che l'autore degli spari è circondato ed è stato identificato come Cherif C., di 29 anni. L'attentatore sarebbe ferito e sarebbe schedato come un radicalizzato. Lo scrivono i media locali, tra cui L'Alsace. Originario di Hohberg, nel quartiere di Koenigshoffen a Strasburgo, l'uomo era già stato condannato nel 2011 a due anni di carcere, di cui sei mesi per un'aggressione con un coccio di bottiglia. È stato isolato il Parlamento europeo. Il presidente francese Macron ha inviato il ministro dell'Interno Christophe Castaner a Strasburgo. Indaga la Procura antiterrorismo di Parigi. Una prima foto dell'uomo è stata diffusa dal profilo twitter del giornalista israeliano Amichai Stein. 


Ancora in fuga l'assalitore 

Non avrebbe dato esito, dopo l'attacco di Strasburgo in cui due persone sono rimaste uccise e altre undici ferite, l'operazione di polizia nel quartiere di Neudorf della città francese. Lo indica il quotidiano L'Alsace. I poliziotti hanno passato al setaccio gli edifici al numero 3, 5 e 7 di rue Epinal, ma l'operazione è rimasta infruttuosa. Proseguono le ricerche dell'uomo sospettato di aver aperto il fuoco. L'uomo doveva essere arrestato questa mattina. Lo indica una fonte vicina alle indagini, citato dal quotidiano francese Le Figaro. I poliziotti francesi, che si sono presentati al suo indirizzo, non lo hanno però trovato in casa. 

L'uomo è nato a Strasburgo ed era stato schedato con la famosa 'fiche S', con cui vengano indicati i soggetti considerati una potenziale minaccia per la sicurezza. Una seconda operazione di polizia è in corso in place Broglie, nel centro storico di Strasburgo. Lo riporta Le Figaro, citando il sindaco della città Roland Ries. "Si presume ci sia una seconda persona" coinvolta nella sparatoria, ha spiegato. Tajani: attentatore nordafricano, c'è identikit L'attentatore di Strasburgo è un nordafricano e c'è un identikit. Lo rende noto il Presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, a Rainews24. 

Il ministro dell'Interno inviato a Strasburgo Castaner ha lasciato in fretta l'Eliseo, dove si trovava per un ricevimento insieme al presidente, dopo avere appreso la notizia della sparatoria. "Sto monitorando la situazione al centro di guardia del Ministero degli Interni con Nunez Laurent. I nostri servizi di sicurezza e di soccorso sono mobilitati. Non diffondere voci e seguite il consiglio delle autorità", aveva scritto su Twitter .


sabato 24 novembre 2018

Dolce e Gabbana chiedono scusa ai cinesi


Come due alunni richiamati dal preside, Dolce e Gabbana si sono scusati con i cinesi per aver offeso la loro cultura. 

Certo, le loro sono scelte di marketing poco azzeccate, in un contesto di eccessiva permalosità come quella sbandierata dai cinesi in questi giorni di panico. 

Dolce e Gabbana scomparsi dai siti di e-commerce cinesi, i punti vendita di quella zona deserti. Il fatturato in discesa libera crea timori. Vere preoccupazioni. 

Così Stefano e Domenico scelgono di scusarsi, si pentono e dolgono per aver scommesso su dei video promozionali che mostrano una ragazza cinese intenta a mangiare con le bacchette una pizza, gli spaghetti e poi un cannolo. Non nascondiamoci dietro un dito: il mercato cinese è una voce rilevante del fatturato D&G. 

Se ad essersi offeso fosse stato il Bangladesch, pazienza! Ci sarebbe stato un video di scuse anche in questo caso? Forse solo un freddo comunicato stampa: "Siamo rammaricato per l'accaduto. Non era nostra intenzione offendere il Bangladesch. Distinti saluti." 

Quante volte hanno dipinto, in via promozionale, gli italiani come un popolo di mafiosi, che pensa solo a mangiare pizza e spaghetti, a bere espresso, a stare con la mamma fino a 50 anni e a girare in vespa. Quante volte ad essere offesi sono stati gli italiani. E quante volte capiterà ancora in futuro? Ma pazienza! Noi non possiamo permetterci di tenere il muso con nessuno. 

Siamo noi ad avere bisogno dei cinesi, così come degli arabi, dei russi, dei giapponesi. Tra i clienti più abbienti ci sono loro, quelli che fanno crescere il fatturato acquistando nei negozi dei brand del lusso Made in Italy. 

Siamo noi ad aver bisogno di loro e non il contrario.

Salvatore Bufanio

giovedì 22 novembre 2018

Italia, aumenta la povertà assoluta. Boom di connazionali in fuga


di Salvatore Bufanio 

Passano gli anni, cambiano i colori politici, cambiano le promesse, ma resta l’amaro in bocca, la delusione nel constatare che il numero degli italiani che emigrano all’estero in cerca di lavoro è in continuo aumento. Così come è in aumento il numero degli italiani che vivono in condizione di povertà assoluta.

Secondo i dati AIRE, l’Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero, all’inizio del 2018, i cittadini italiani registrati erano più di 5,1 milioni. E il 21% dei connazionali ha lasciato l’Italia negli ultimi 5 anni.  

Nel 2017 hanno lasciato l'Italia quasi 130mila persone, il 2,7% in più rispetto al 2016, il 14% rispetto a 5 anni fa. 

Non sono solo i giovani sotto i 35 anni ad emigrare. Non è una questione che riguarda solo chi non riesce a costruirsi un futuro nel proprio paese di origine. Nonostante questa categoria costituisca poco meno di un terzo, l'incremento  maggiore è rappresentato da cittadini italiani di età compresa tra i 50 e i 74 anni. 

Non emigrando quindi solo i “cervelli in fuga”, ma anche italiani di mezza età. Molti dei quali seguono figli e nipoti, emigrati prima di loro. 

Famiglie che smettono di essere sgretolate e che scelgono di riunirsi in un paese lontano da quelle in cui sono nate. Scelgono di guardare altrove e contribuiscono alla lenta e silenziosa processione di italiani con le valigie piene di rabbia e di speranza. 

Del resto, gli ultimi dati sulla povertà in Italia, diffusi nella Giornata mondiale di lotta contro la povertà dalla Caritas Italiana col suo rapporto 2018 “Povertà in attesa”, dice che l’Italia ha oltre 5 milioni di poveri “assoluti”, quelli cioè che non riescono a raggiungere uno standard di vita dignitoso. Un numero in aumento, cresciuto in un solo anno – tra il 2016 e il 2017 – di 358mila unità, ma che dagli anni pre-crisi a oggi è aumentato del 182%
.



 
Copyright © 2016 ilCapitolo.com Tutti i diritti riservati -